L’unico provvedimento concreto della legge finanziaria 2006 è quello che proroga di un anno i contributi per l’acquisto dell’apparecchio per il digitale terrestre. La speranza resta così legata allo sviluppo dei progetti sperimentali del T-government per favorire la crescita dei nuovi servizi sul territorio e migliorare il rapporto tra amministrazioni e cittadini.
di Giovanni Montemartini
L’unico provvedimento concreto contenuto nella legge finanziaria 2006, in tema di innovazione tecnologica, è quello che proroga di un ulteriore anno i contributi per l’acquisto di decoder per la TV digitale terrestre, limitatamente ai residenti in Sardegna e Valle d’Aosta.
Per capire come si siano ridotte a così poco, proprio a fine legislatura, le politiche di un Governo che delle tre “i” (inglese, internet, impresa) aveva fatto la propria bandiera, è necessario ricostruire a grandi linee proprio le vicende relative al settore tecnologico -, il digitale terrestre - sul quale si sono concentrate le attenzioni maggiori negli ultimi quattro anni.
La legge Gasparri (n. 112/2004) sul sistema radiotelevisivo, nel recepire le disposizioni della legge 66/2001 sulla transizione al digitale terrestre, prevedeva il passaggio integrale della TV italiana dal sistema analogico a quello digitale entro il 31 dicembre
Stabilita la data del passaggio forzoso, il Governo ha poi regolarmente provveduto a porre le condizioni perché esso diventasse verosimile, per lo meno dal punto di vista della domanda, e così sono stati messi a bilancio i contributi per l’acquisto dei decoder, con uno sforzo economico di gran lunga superiore a quello concesso per incentivare la diffusione di tecnologie come gli accessi all’internet a banda larga. Nella finanziaria 2004, infatti, sono stati stanziati, a tal fine, 150 milioni di euro (contro i 75 per la banda larga), mentre nella finanziaria 2005 lo stanziamento è stato di 110 milioni (30 per la banda larga).
Il contestuale accordo tra Mediaset e Lega Calcio per la concessione dei diritti TV, che ha consentito all’azienda del Presidente del Consiglio di vendere le partite dei maggiori club proprio tramite la piattaforma digitale terrestre, in competizione con l’offerta satellitare Sky, ha indotto nell’opinione pubblica il sospetto che ci si trovasse di fronte ad un palese caso di conflitto d’interessi.
Nel frattempo, però, lo stesso Governo aveva anche lanciato un’ulteriore linea d’azione, con relativo stanziamento di 7 milioni, per consentire alle amministrazioni pubbliche di utilizzare i nuovi canali per erogare propri servizi interattivi, parallelamente a quelli già rilasciati su internet. E’ così nato il “t-government”, un neologismo anglosassone, usato però unicamente in Italia, col fine ufficiale di raggiungere utenti, come gli anziani, attualmente esclusi da internet. La singolarità della politica perseguita nel nostro Paese è difficilmente giustificabile con una maggiore lungimiranza, rispetto ad altre realtà nazionali, anche perché la critica maggiore che viene avanzata a tale tecnologia - finora preferita non dagli anziani, ma dagli appassionati di calcio - è proprio quella di avere un futuro assai incerto, per lo meno in confronto alla diffusione delle trasmissioni video direttamente tramite la rete IP, la stessa di internet.
Le aspre polemiche, rimbalzate sulle prime pagine dei giornali, da parte del Presidente della Regione Sardegna Renato Soru, che aveva contestato il precoce oscuramento della TV analogica nel territorio di cui era Governatore, hanno poi sollevato un dibattito pubblico che ha indotto lo stesso Governo a prorogare le date dei quello che tecnicamente viene definito come lo “switch-off” da un sistema all’altro. Il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale è stato spostato dalla fine del 2006 al 31 dicembre del 2008, mentre le due regioni “all digital”, cioè Sardegna e Valle d’Aosta, hanno beneficiato di una mini-proroga: dal 31 gennaio al 15 marzo 2006 nei capoluoghi di provincia, rimanendo immutata al 31 luglio 2006 la data per lo switch-off totale nei rispettivi territori regionali.
La cronaca dei tempi più recenti ha visto la situazione addirittura precipitare, con il procedimento per conflitto d’interessi aperto il 22 dicembre 2005 dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti del Presidente del Consiglio, accusato di aver favorito una società del fratello, che distribuisce proprio i decoder oggetto del contributo statale.
Ma anche questa vicenda, per quanto controversa, potrebbe avere i suoi risvolti positivi. Le sperimentazioni in corso nell’ambito del “t-government”, infatti, comprendono attualmente 29 progetti co-finanziati dal Cnipa, i quali vedono il coinvolgimento di 13 Regioni, 25 Province, 164 Comuni, 15 Comunità montane e 40 emittenti tra locali e nazionali. I progetti cofinanziati prevedono l’attivazione sperimentale sul territorio di un gran numero di servizi destinati ai cittadini, in ambiti come: servizi sociali, ambiente e turismo, istruzione, rapporti con le PA, partecipazione democratica. Il positivo va visto non tanto nello specifico, quanto nella diffusione, tra le amministrazioni, di una maggiore cultura della multicanalità, la quale contempla che si differenzi l’offerta di servizi tra più canali diversi, in modo da essere in grado di raggiungere l’utenza di riferimento in tutta la sua molteplicità, intesa sia come diversità socio-demografica (gli studenti, gli anziani, gli stranieri, ecc.), sia come varietà di condizioni d’uso (a casa, in ufficio, in movimento, ecc.).
I contributi per la banda larga l’acquisto del decoder per la TV digitale terrestre
| Legge finanziaria |
Contributo a famiglia (euro) | Stanziamento complessivo (milioni di euro) |
||
| Banda larga | Digitale terrestre | Banda larga | Digitale terrestre | |
| 2004 | 75 | 150 | 75 | 150 |
| 2005 | 50 (75 per regioni obiettivo 1) |
150 | 30 | 110 |
| 2006 | - | 90 (solo per Sardegna e Valle d’Aosta) |
- | 10 |
Progetti di T-government - Categorie sociali oggetto delle sperimentazioni (n. di progetti)

Fonte: Cnipa
Progetti di T-government - Percentuali dei servizi offerti

Fonte: Cnipa
Inviato da Montemart in Legge Finanziaria, Multicanalità
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